La Mineral Test® e l’analisi “Lipidomica” secondo la “Nutraceutica”

La “Nutraceutica” si sta sviluppando negli ultimi anni come settore complementare a quello farmaceutico, dimostrando il suo successo nell’aiutare il mantenimento della condizione fisiologica, colmando i deficit di fattori nutrizionali importanti, ed anche prevenendo degradazioni cellulari, dovuto a casi di stress radicalico e a presenza di metalli tossici.

La supplementazione nutraceutica, cioè l’assunzione di integratori alimentari, deve essere regolata da una effettiva necessità, è pertanto importante sapere di più sul fabbisogno reale del singolo individuo per poter intervenire, con le integrazioni nutraceutiche più opportune, nei diversi casi.

Un’integrazione non adeguata può non avere alcun effetto benefico e potrebbe, anzi, anche essere dannosa.

La Mineral Test®, grazie allo strumento dato dal mineralogramma che “legge” la situazione in minerali del nostro corpo umano, può studiare e mettere a punto opportune integrazioni tese a riequilibrare la condizione fisiologica a cui i minerali stessi partecipano con un ruolo determinante.

A questo, oggi, la Mineral Test® sta mettendo a punto un ulteriore supporto diagnostico dato dalla determinazione della composizione lipidica della membrana cellulare: l’analisi “Lipidomica”.

La “Lipidomica” studia le molecole note come lipidi (o grassi) sia nella loro struttura ma anche nella funzione e nelle variazioni che vengono a determinarsi in diverse situazioni fisiologiche e patologiche.

Mentre l’analisi lipidica standard (colesterolo totale; colesterolo LDL; colesterolo HDL; trigliceridi) considera solo la condizione plasmatica o sangue intero, e quindi fortemente soggetta a fluttuazioni legate all’alimentazione dei giorni precedenti l’analisi, la “Lipidomica” centra la sua analisi sulla membrana cellulare, più stabile nel tempo, che dà importanti chiavi di lettura su condizioni di stress cellulare o dieta sbilanciata.

L’allontanamento dai valori normali, per deficit enzimatico, metabolico o dietetico, può determinare una situazione di difficoltà cellulare, anche senza che siano manifesti sintomi di malattie.

La cellula che meglio esprime un quadro lipidico generale e d’importanza strategica per il ruolo che assume di scambio gassoso e nutrizionale in ogni distretto del corpo umano è proprio il globulo rosso (eritrocita).

Una condizione di stato ossidativo o mal composizione quali/quantitativa in lipidi della sua membrana compromette in modo importante le sue funzioni che si ripercuotono in tutto l’organismo e possono, inoltre, favorire condizioni infiammatorie silenti.

In collaborazione con centri studi nazionali e internazionali, la Mineral Test® può proporre la determinazione di un quadro dettagliato dei valori in acidi grassi saturi e insaturi (tra cui omega-3 e omega-6) e presenza di lipidi “trans” (ossidati: pertanto mal funzionanti e spesso dannosi) nella membrana del globulo rosso.

Il preciso inquadramento della situazione lipidica del soggetto ci permette, pertanto, secondo la Nutraceutica, di consigliare una specifica integrazione che ristabilizzi  l’ottimale composizione della membrana cellulare e pertanto del suo funzionamento.

In molti casi fisiologici, come l’attività sportiva, una vita stressante o l’impossibilità di seguire una corretta nutrizione, nello stato di gravidanza, in presenza di familiarità per alcune patologie, in casi di ipertensione e rischi cardiovascolari in genere e diabete, la “Lipidomica” può dare un ottimo contributo ad inquadrare la situazione (cosa non possibile con l’analisi standard del colesterolo e trigliceridi) e portare il soggetto a ricuperare il migliore bilancio possibile.

In associazione a un riequilibrio in minerali dell’organismo, questo obiettivo risulta essere complementare e sinergico a proporre un generale miglioramento della qualità della vita.

You may also like

2 comments on “La Mineral Test® e l’analisi “Lipidomica” secondo la “Nutraceutica”

Gentile Sig. Antonio la Sua domanda è stata girata direttamente alla Lipinutragen-CNR Bologna. Le riportiamo la risposta pervenutaci della Dott.ssa Ferreri Carla, responsabile scientifico Lipinutragen.

“l’alopecia androgenetica è nota derivare da uno squilibrio nella produzione di diidrotestosterone ed attivazione dell’enzima 5alfa reduttasi. In questo tipo di affezione dermatologica vi sono cause genetiche di maggiore attivazione dell’enzima, ma c’e’ anche una serie di fattori che concorrono ad un’alterazione della regolazione dell’enzima stesso. Tra di essi vi sono gli acidi grassi, sia derivanti dalla nutrizione che dalla biosintesi, ed è quindi molto utile avere un profilo lipidomico del soggetto.
Cio’ permette di intervenire in modo irato e personalizzato su eventuali carenze ed anche inquadrare l’evento di infiammazione che e’ noto complicare l’esito dell’affezione.
Inoltre e’ riportato in letteratura scientifica che l’acido gamma linolenico omega-6 e l’acido eicosapentaenoico omega-3 (ed i loro metaboliti), nonche’ gli acidi grassi monoinsaturi siano inibitori dell’enzima 5alfa reduttasi, quindi una sinergia di supplementazione lipidica e l’apporto dalla dieta possono senz’altro coadiuvare anche l’intervento terapeutico.
Anche la determinazione di eventuali intossicazioni da metalli e il conseguente uso di acido lipoico possono sinergizzare.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *